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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

venerdì 1 settembre 2017

Alchechengi

Tanto difficile da pronunciare quanto facile da coltivare la pianta dell'Alkekengi o alchechengi o alchechengio (Physalis alkekengi L.) è una pianta perenne che produce bacche commestibili. 
Appartiene come il pomodoro e la patata alla famiglia delle solanacee.
Originaria dell’Europa e dell’Asia. Il nome che gli è stato attribuito deriva dalla parola araba latinizzata “al-kakang” che vuole dire proprio lanterna cinese.





Non tutti conoscono la particolaritá gustosa delle sue bacche. 
Se non le avete ancora provate, assaggiatele il prima possibile, sono così buone che non potrete far a meno di coltivare l’alchechengi nell'orto, in vaso, o in grandi vasconi come ho provato a fare io. Assaggiatele candite, immerse nel cioccolato o utilizzatele per preparare squisite marmellate

Le bellissime lanterne arancioni che potete vedere nelle foto che ho scattato sono molto decorative e al tatto assomigliano alla carta. Seccano molto facilmente mantenendo un colore caldo che darà una nota molto allegra alle vostre composizioni floreali. Questo calice arancio è un vero e proprio spettacolo della natura: al termine della fioritura i sepali crescono fino a chiudersi attorno alla bacca. Mano a mano che il frutto matura, la lanterna si degrada finché diventa un grazioso ed elegante reticolo di nervature che lascia intravedere il frutto colorato al suo interno. 
Se la coglierete quando è ancora arancione troverete al suo interno una bacca, il frutto, per estrarla non è necessario rompere il fiore, basta aver cura di aprirlo delicatamente ed estrarla ruotandola un poco. La raccolta è indicativamente da metà agosto/inizio settembre fino a fine autunno.
Attenzione: consumate solo le bacche, ogni altra parte della pianta non è commestibile.
Inoltre non tutte le specie di alchechengi producono frutti commestibili. Per poter gustare le bacche dovrete coltivare:

  • l’alchechengi comune (Physalis alkekengi) dalle caratteristiche lanterne arancioni
  • l’alchechengi annuale (Physalis pubescens), una specie dal portamento prostrato (non supera i 25 cm di altezza)
  • l’alchechengi giallo-dolce (Physalis peruviana), la specie più utilizzata a scopo alimentare


Se volete provare a coltivarle senza impazzire a cercarle nei vivai, potete semplicemente comprare i frutti dell'alchechengi e interrarne qualcuno in terra fertile a fine inverno  bagnandola quando vedete che la terra è asciutta. In poco tempo col caldo sole primaverile vedrete crescere la piantina. Non teme particolarmente il freddo comunque, potete tranquillamente lasciare il vaso all'esterno in inverno.




Vediamo ora alcune delle sue proprietà :  è un alleato di

fegato intestino, stomaco, vie urinarie e reni. 
Rinforza il sistema immunitario-

100 g di alchechengi contengono 66,25 kcal, e:
  • Acqua 106,75 g
  • Carboidrati 14 g
  • Grassi    0,875 g
  • Proteine 2,375 g
Molto utilizzato nella medicina Unani, specie polverizzato, l'alchechengi è un'ottima fonte di vitamina C (all'incirca il doppio di quella rinvenibile nel limone) e di altre sostanze antimicrobiche, antibatteriche e antinfiammatorie, specie la physalina e l'etilcaffeato.
 Come sappiamo, inoltre, questa vitamina è in grado di aiutare il corpo in caso di raffreddore, influenza, ecc. favorendo una guarigione più rapida. E’ per questo che l’Alchechengi può essere considerato un po’ come un’aspirina naturale. É  inoltre emolliente leggermente lassativo e ricco in antiossidanti. 
Ricapitolando le proprietà dell’Alchechengi sono:
  • Diuretico
  • Depurativo
  • Favorisce l’eliminazione di acido urico
  • Aiuta il  sistema immunitario
  • Aiuta la guarigione in caso di raffreddore, influenza, cistite
  • Emolliente
  • Leggermente lassativo
  • Antiossidante

  • In base alle diverse proprietà di cui dispone, l’Alchechengi può essere un buon rimedio naturale in caso di ritenzione idrica ma può aiutare anche a tenere lontani problemi di calcoli, cistite, gotta e infezioni di tipo virale.
    Nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata si possono consumare Alchechengi per rafforzare il sistema immunitario e depurare il fegato.










Il saggio è alla continua ricerca della saggezza, lo sciocco invece crede di averla già trovata.
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domenica 27 agosto 2017

Conservare i pomodori estivi











Per quale motivo dovreste decidere di conservare i pomodori dell'estate?

1 forse avete un orto e sapete bene quale differenza c'è nel gustare un pomodoro maturato al caldo sole estivo, rispetto ad un pomodoro comprato in inverno proveniente da una serra
2 i pomodori estivi adesso sono in vendita ad un prezzo inferiore a quelli invernali e sono più buoni
3 i sughi e le passate di pomodoro confezionato non sempre vi soddisfano e sono comunque costosi
4 i sughi comprati a volte contengono conservanti e olii 
5 avete voglia di provare un prodotto confezionato da voi e con un gusto diverso dalla passata comprata

C'è un modo per conservare i bei pomodori estivi, succosi e pieni di sapore per gustarli poi in diverse occasioni in inverno?
Non stiamo parlando solo di sugo, passata e conserva classica da mettere su un piatto di pasta, ma di pomodori interi da gustare in diversi modi: su una bruschetta, come contorno per accompagnare carne, pesce, uova, formaggi..

Il pomodoro solare rende un piatto pieno di dolcezza e colore, se maturato sulla pianta contiene molte vitamine.

Potrei dirvi di prendere un sacchetto, riempirlo di pomodori ( piccoli in questo caso) e mettere il tutto in freezer. Si può fare, specialmente se avete poco tempo e molto spazio nel freezer.

Ci sono altri due metodi altrettanto efficaci e veloci per conservare i pomodori in vaso e vi assicuro che il risultato è ottimo, quando aprirete il vaso, l'aroma del pomodoro, il colore e il sapore vi conquisterà!

Ingredienti:
pomodori puliti preferibilmente piccoli, allungati (perini, San Marzano..), pomodorini di ogni tipo, ma anche pomodori più grandi che taglierete in quarti.
E null'altro! Salerete, olierete all'apertura secondo l'uso a cui serviranno.

E' necessario invece avere vasi di vetro della misura più comoda per voi e la vostra famiglia.
Un vaso di media misura per condire una pasta o accompagnare un secondo per 4 persone. Ma anche comuni vasetti da marmellata ( 300 o 400gr ) che possono contenere abbastanza pomodori per due bruschette o mantecare un risotto.
La cosa importantissima poi sono i tappi: cercate di riciclarli il meno possibile. Vale la pena di comprarli nuovi, con una spesa minima in ferramenta ( potete tranquillamente usare i vasetti che già avete in casa della marmellata senza dover comprare per forza i vasetti tutti uguali con i relativi tappi in vendita confezionati, anche se sono molto belli).
I vasi e relativi tappi vanno lavati in lavastoviglie col programma lungo alla massima temperatura, così da avere la certezza di usare tutto ben sterilizzato.

Ora passo ad insegnarvi due metodi diversi, il primo più lungo per chi non ama l'uso del microonde. Il secondo con il microonde.



1 primo metodo (Appert)


Introdurre nei vasi i pomodori ben schiacciati verso il basso, premere il più possibile ( senza romperli ovviamente) cercando di farne stare il più possibile. Chiudere bene il vasetto di vetro, metterlo con altri vasetti in una pentola capiente alta, mettere tra i vasi un canovaccio di cotone e coprire tutto con acqua (fin sopra i vasi di vetro).
Accendere il fuoco e da quando l'acqua bolle calcolare 25 minuti col fuoco al minimo, sempre bollendo ( il canovaccio evita che i vasi sbattano l'uno contro l'altro e si rompano durante il procedimento).
Dopo questo periodo, lasciare i vasetti nella pentola finché il tutto non si è raffreddato. Il raffreddamento comporterà il sottovuoto dei vasi che avranno alla fine il tappo completamente abbassato. 
Controllate che i tappi siano scesi nella parte centrale, è questa la garanzia di igiene e conservazione perfetta. I pomodori dentro il vaso saranno scottati ma non sfatti, saranno scesi un po' dal bordo e quindi resterà dello spazio, ma questo non comprometterà assolutamente la riuscita del sottovuoto purché il tappo rimanga abbassato al centro.
Nella sfortunata evenienza che qualche tappo non sia sceso ( forse il tappo in questo caso non corrisponde alle caratteristiche descritte sopra e sarebbe bene cambiarlo) rimettetelo in acqua e fate di nuovo bollire per 30 minuti. Certo in questo caso può essere che i pomodori si scuocino, ma saranno comunque buoni per una eventuale passata. Attendete che si raffreddino.


Solitamente lascio fuori diverse ore i vasetti per poterli controllare e verificare che ci sia il sottovuoto ( si sente il clack del tappo ) prima di riporli in cantina.




2 metodo microonde

In una terrina mettete i pomodori che intendete invasare, e metteteli nel microonde per 5 minuti circa, alla massima potenza, togliete e verificate che i pomodori abbiano un aspetto "scottato", non devono essere troppo cotti: devono restare integri ma morbidi. Se sono ancora duri, rimetteteli nel microonde finché non hanno le caratteristiche che vi ho descritto ( dipende dalla quantità dei pomodori e dal tipo).
Ora prendete i vasi e invasate i pomodori riempiendo i vasi il più possibile, fino all'orlo.
L'acqua rimasta sul fondo la userete solo nel caso che rimanga ancora spazio nei vasi.
Ora rimettete uno alla volta i vasi con i pomodori, alla potenza di 500 abbassando a 350 se bolle troppo, per qualche minuto. Se sono vasi piccoli bastano 2 minuti circa, poco di più se più grandi.
Devono diventare molto caldi, il pomodoro deve bollire, ma il procedimento non deve durare troppo o vi ritroverete con dei pomodori sfatti.
Toglieteli dal microonde, mettete il tappo e lasciate che il raffreddamento faccia il resto. 

Solitamente lascio fuori diverse ore i vasetti per poterli controllare e verificare che ci sia il sottovuoto ( si sente il clack del tappo ) prima di riporli in cantina.







Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano.
Ma se non ci fosse quella goccia, all'oceano mancherebbe.

Madre Teresa di Calcutta


giovedì 13 luglio 2017

La vedova Van Gogh




Se state pensando a quale libro mettere in valigia prima di partire per le vacanze, se volete un romanzo che sia anche storico, biografico e amate l'arte, questo libro fa per voi.
La descrizione che il libraio me ne ha fatto mi ha subito rapita: "è il mio" ho esclamato!
In pochi giorni l'ho divorato, tant'è che ora mi sono precipitata a comprarne subito un altro da mettere in valigia..


Compreso di note storico-informative in fondo e prefazione non arriva a 190 pagine, ma vi assicuro che non rimarrete delusi.
All'età di 14 anni lessi la biografia di Vincent e da allora ho sempre guardato i suoi quadri con stupore e ammirazione, la densità dei suoi colori, rivela la densità delle sue emozioni, il totale abbandono poetico del suo animo davanti alla natura. Mi sono innamorata di lui a 14 anni!
Vincent non poteva resistere, doveva dipingere, dipingere e dipingere subito, quel che vedeva, era anche l'unico modo per dare un senso a tutto. Far parte di ciò che vedeva. Smorzare la violenza dei suoi stati d'animo davanti a tanta bellezza. 

Il libro vi parlerà di questo, ma non solo di questo. Questo libro è il pezzo che mi mancava," il dopo" Vincent. Un Vincent visto con gli occhi di una donna.
Cosa succede immediatamente dopo la sua morte, chi si occupa delle sue opere, chi si interessa di ciò a cui lui si è dedicato? 
Sappiamo che a parte il fratello nessuno crede in lui, la gente addirittura pensa che i Van Gogh portino sventura, usano i quadri che lui ha regalato per tappare un buco del pollaio, per foderare l'armadio. 
Nessuno ama l'arte di Vincent.
Addirittura un gruppo di fanatici vuole che sia distrutta perché dicono che porti alla pazzia.

Per nostra fortuna Vincent lascia una raccolta di lettere scritte al fratello Theo, con cui ha un rapporto quasi simbiotico.
Ma non solo, ora verrà scritto anche un diario, sconosciuto ai più e tenuto non da Theo, nè da Vincent ma da Johanna Van Gogh Bonger, la moglie di Theo.

Johanna si trova a vivere indirettamente tutto ciò che riguarda Vincent attraverso il marito Theo, così profondamente legato al fratello.
La cosa interessante a questo punto è avere la sua visione privilegiata e nello stesso tempo tragica.
Theo e Vincent costituiscono un mondo a sé che viene distrutto dalla morte dell'artista.
Al di fuori da questo mondo c'è Johanna con un figlio.

Quale sarà il destino di questa donna una volta rimasta sola col suo bimbo ancora piccolissimo? Lascerà che le fragilità prima del cognato e poi del marito le distruggano il futuro?
Penserà solo a sé stessa e al figlio, avendone tutto il diritto, coltivando rancore per la sventura di aver conosciuto i Van Gogh? Oppure saprà coscienziosamente far fruttare le proprie qualità estetiche e letterarie mettendo in atto una ricerca personale?
Johanna ha davanti un cammino, una missione.
Un percorso che le viene indicato proprio da Vincent nelle sue lettere al marito.

La strada che la porterà alle soglie del 1900 farà emergere una donna forte di una "nuova autonomia", ma non per questo incapace di comprendere i più grandi misteri della vita e dell'amore.
In un'epoca in cui il timido avanzare del femminismo fa notizia, le opere di Van Gogh diventano per lei motivo di crescita e rivendicazione.


Camilo Sanchez    La vedova Van Gogh  ed. Marcos y Marcos



Pag.114

E' ormai diventato un vizio segreto, per Johanna Van Gogh Bonger, portare alla luce, nascosta in un'accozzaglia di segni, la scrittura abbagliante del cognato.
Tra richieste, reclami e quadrature di conti, Johanna recupera la descrizione di un quadro di Millet.

Un angolo di giardino 
coperto di arbusti
in cerchio
e sul fondo
un salice piangente
e ciocche
di alloro rosa

erba
appena tagliata
e un filo di fieno
che secca nel sole

un piccolo
angolo
di cielo verde
lassù in alto.


Così scrive Vincent Van Gogh, prima di annunciare la sua intenzione di mettersi a rileggere tutto Balzac.


domenica 9 luglio 2017

Clafoutis di zucchine cotto nel microonde

E' una domenica calda e afosa, alcune nuvole vorrebbero intervenire ma pare che il sole prepotentemente non glielo consenta.
Se ne stanno lì e gli passano davanti portando qualche ombra a tratti, che sente di sollievo a questa calura, ma non abbastanza per rinfrescarne l'aria.
Confido in un temporale serale..
Ho raccolto dall'orto le zucchine fresche per oggi, attanagliata da zanzare tigre, ma questa volta sono stata più veloce di loro a rientrare tra le mura domestiche, ben serrate al caldo.

Per il momento accendere il forno per preparare un clafoutis sembra la cosa più improbabile che mi venga in mente e che almeno nel pensiero mi fa rabbrividire!

Per fortuna esiste il microonde, con la possibilità di usare la funzione Grill Crisp e un apposito piatto che griglia sopra e sotto contemporaneamente. Il mio clafoutis si sta dorando e vado a proporvi la sua preparazione. Intanto una "fresca" Norah Jones non può che aiutarvi nel lasciar scorrere semplicemente questa bella giornata, vivendola.








Ingredienti per 4/5 persone:
1 cipolla di tropea bella grossa
500 gr di zucchine
4 uova
50 gr di parmigiano grattuggiato
50 gr di amido di mais ( maizena )
mezzo bicchiere di latte
qualche cucchiaino di olio evo 
mix di erbe aromatiche ( basilico, origano, timo, menta, prezzemolo)che metterete sole o nell'olio
sale q.b.

Innanzitutto vorrei dirvi che di solito preparo un mix di erbe aromatiche con il frullatore ad immersione ed olio evo. Potete farlo oppure no, ma ci vorrà veramente poco tempo e sforzo per farlo: basterà frullare gli aromi bel lavati ed asciugati, riposti sul fondo di un vaso di vetro alto ( quelli della marmellata) e ricoperti d'olio.
Una volta ottenuto un simil-pesto che terrete sempre a disposizione mentre cucinate ( se vostro marito non lo finisce sul pane ovviamente) potrete riporlo in frigo e usarlo al bisogno, insaporirà i vostri piatti rendendoli sfiziosi e prelibati.


Affettate la cipolla e mettetela su due strati di carta forno con un po' di olio evo per 6 minuti in microonde funzione combinata crisp grill.
Nel frattempo lavate e tagliate le zucchine a cubetti grossi, le metterete sopra le cipolle condite con un po' di olio aromatizzato ( se lo avete altrimenti solo olio evo)e fate appassire con la stessa funzione per 15 minuti.

Ora sulle zucchine mettete il parmigiano. Battete le uova 
(operazione fattibile con il frullatore a immersione per fare poca fatica visto il caldo) con un po' di sale, la maizena
e il latte.

Versate la pastella fluida e liscia sulle zucchine, ed infornate altri 15 minuti o fino a completa doratura. Sempre funzione Grill Crisp sempre sullo stesso apposito piatto da forno per microonde.






Lasciatela raffreddare tanto sarà buonissima anche così!










BUONA DOMENICA!

lunedì 3 luglio 2017

Torta di carote senza mandorle facile e morbida


Finalmente  l'estate è arrivata e possiamo invitare le amiche e gli amici dei nostri figli per giocare insieme, costruire belle relazioni che chissà.. ci auguriamo durino una vita, ma in ogni caso contribuiscono alla loro crescita personale!



Cosa offrire loro per una sana merenda?
Veloce e facilissima da preparare la torta di carote o camilla, che nulla ha a che vedere con l'anglosassone Carrot Cake o la svizzera  Rüeblitorte.

Questa è invece una semplicissima ricetta italiana, replicata da omonime e famose merendine monoporzione, leggermente umide e untuose, che si sciolgono in bocca e piacciono per la loro morbidezza.

Può capitare però che qualcuno sia allergico alle mandorle o più semplicemente come mia figlia ne odii il sapore.
Che fare? Non è sicuramente il caso di rinunciare a questa deliziosa torta, basta ovviare con altri ingredienti..


Avrete bisogno di un frullatore o mixer. Ci vorranno circa 15 minuti per la preparazione e 20/30 minuti di cottura.
Accendiamo il forno a 170/180 gradi e procediamo!

Ingredienti:
2 uova
300 gr. di carote sbucciate
150 gr. di zucchero di canna (se possibile usate il mascobado che è ottimo e nutriente)
1/2 cucchiaino di sale
300 gr. di farina integrale o semi integrale
50 gr. di semi di lino
50 gr. di anacardi
60 gr. di olio di arachidi
1 bustina di cremor tartaro o lievito per dolci
se necessario mezzo bicchiere di latte o bevanda a vostro piacimento ( riso, avena, soia, ecc.)


Vi propongo un brano dei Coldplay mentre preparate gli ingredienti ed iniziate il lavoro:




Sminuzzate finemente anacardi e semi di lino fino ad ottenerne una farina, poi aggiungete le carote a pezzi e frullate, ora aggiungete uova e zucchero e frullate ancora. Mettete la farina, il sale, frullate, se vedete che è troppo denso ( dovete ottenere una crema liscia e morbida) aggiungete il latte o l'alternativa. Frullate ancora e mettete la bustina di lievito e per ultimo l'olio. Amalgamate bene.
Versate il tutto in una tortiera e mettete in forno fino a doratura completa. Fate la prova con lo stecchino.

I più golosi la possono servire farcita di crema al cioccolato ( la cioccolatella per esempio?

https://bacodaseta2012.blogspot.com/b/post-preview?token=CtvyCl0BAAA.ObuTD0lDKYrxoDgSB0Yl4oEHKbqz3M9uHF6Qe8Omv0ZWJ8q4Sc9K_CWJHmldr0L7Yd35kQlX3eoc4d_JJdVL2w.R9qz-k3lNow8eggV9OeKWw&postId=2287905830647237679&type=POST )

Oppure di marmellata.?
Ma vi assicuro che anche così verrà spazzolata via in men che non si dica!

PS: la mia è un poco crepata perché l'ho tolta dallo stampo prima che si raffreddasse!









Una poesia per concludere, perché le poesie hanno la capacità di aiutare la nostra mente ad aprirsi e il nostro cuore ad ascoltare gli aneliti dell'anima.

Alla porta dell'est

Sullo spiazzo alla porta dell'est
la robbia cresce in riva al fiume.
La tua casa è proprio lì accanto;
ma tu ti tieni alla larga.

Vicino alla porta dell'est
case basse sotto i castagni.
Non penso forse a te?
Ma tu ti tieni alla larga.


Poesie cinesi d'amore e di nostalgia.




domenica 28 maggio 2017

cocottine personali della domenica

Se questo brano ve l'ho già messo proprio non lo so.. so soltanto che l'album "Parachutes" dei Coldplay rimane uno dei miei preferiti che mi ha fatto innamorare della loro musica dal primo istante in cui per caso l'ho ascoltata..
Eh sì, fu una cascata di emozioni: correva l'anno 2001 ed ero in un centro commerciale, passai davanti al reparto cd e vidi delle cuffie apposite su alcune colonne, per ascoltare i cd musicali appena usciti.

Non sapevo chi fossero e certamente non erano famosi come lo sono ora.

Ma quando è amore a prima vista, anzi a primo udito, che ci puoi fare? 
Il suono delle chitarre: trascinanti, intenso, chiusi gli occhi e sognai. 
C'eravamo solo io, e cavalli che correvano in una prateria. 
Non so il perché, non c'è un perché, è così e basta.


Un po' come quando la domenica guardi l'orologio e dici..ma devo proprio preparare da mangiare anche oggi?  
Ma come per magia ti viene in mente un piattino niente male, da preparare con amore e gioia, e sai già che sarà un successo e che piacerà a tutti..è così e basta!

Allora ascoltiamoci "loro" e nel frattempo vediamo se la ricetta poetica vi convince?









Necessitate di un pirottino o cocottina che vada in forno, a testa.


                                                              Poi avete bisogno di :
1 confezione di pasta sfoglia ( uso prevalentemente la sfoglia di G.Rana)
4 zucchine tagliate a cubetti piccoli
50 gr. di formaggio che fonda ( caciotta, asiago, ecc, secondo il vostro gusto purché non faccia acqua sciogliendosi)
1 uovo per ogni persona ( io in uno non l'ho messo perché a mia figlia non piace)
1 confezione fagioli cannellini o borlotti ben sciacquati
sale q.b.
1 cucchiaio di olio evo


Cominciate col saltare in padella o cuocere in modalità crisp (vedi cottura nel forno a microonde) nel microonde le zucchine, devono risultare doratine. Non salatele, lasciatele lì a raffreddarsi.
Intanto ricavate dalla sfoglia con un taglia pasta rotondo, più o meno della misura delle cocottine, dei dischetti, tanti quanti ne escono. E con le strisce avanzate fate delle piccole treccine.

Mettete in forno a 200 gradi e cuocete per pochi minuti sulla teglia ricoperta da carta forno finché non saranno dorate e gonfie, anche le treccine.

Con un frullatore ad immersione ora passerete i fagioli fino ad ottenere una crema densa, da salare un poco a vostro gusto.

I dischetti nel frattempo saranno pronti e li toglierete, anche le treccine.

Formiamo le cocottine che avrete oliato o imburrato:
mettiamo un disco di sfoglia, un cucchiaio di crema di fagioli, le zucchine a cubetti e il formaggio inserito in mezzo. Non ne serve molto di formaggio: due pezzetti per cocotte.
Sarà lui a dare la giusta sapidità senza salare le zucchine.

Rompiamo un uovo intero sopra e via subito nel forno che è ancora caldo, per qualche minuto fino a che non vedremo l'uovo cotto, ma non stracotto.

Togliete, chiudete ogni coccotte con il dischetto di pasta sfoglia. Le treccine le metterete in tavola.. sono belle e sfiziose.

A chi piace può sostituire il formaggio con mortadella, prosciutto, parmigiano..

E' una cocottina completa: assicurate le proteine, un po' di grassi ( pasta sfoglia, olio delle zucchine) e verdura.
 Meglio se accompagnata da una bella insalata fresca e altre verdure  di stagione.

Soddisfatti? Noi sì, il pranzo della domenica anche questa volta è andato a buon fine!!!







































E ora lasciamoci con la mia Emily..che sempre, sempre mi fa felice con i suoi versi.


Questo perché a volte, solo la poesia e la bellezza, ci può salvare.











































giovedì 18 maggio 2017

Ghee e burro chiarificato: cosa sono?

Mi piace molto ascoltare i brani di questo gruppo che ha un passato da corista. Usano nelle loro composizioni vari tipi di suoni, elettronici e non , in modo bizzarro la voce, unendo il tutto in una musica accattivante ed inconsueta.. beh che ne pensate?








Tempo fa frequentai un corso di cucina e lo chef ci insegnò a preparare il burro chiarificato. Spiegò che era un buon metodo per ottenere un burro piú salutare e che non correva rischi di "bruciare" usandolo per alcune preparazioni dove era fondamentale l'uso del burro. 
Col tempo mi dimenticai completamente di questi consigli essendo abituata ad usare per la maggiore olio extravergine di oliva e ritenendo in linea di massima il burro un grasso poco sano.
Ma ultimamente mi sono capitate sott'occhio alcune ricette contenenti il "ghee" che altri non é che la versione indiana del burro chiarificato. Considerato in India come una vera e propria medicina, se ne fanno gli usi piú svariati, dalla cura della pelle e dei capelli a quella nervosa e dell'equilibrio mentale. Viene mescolata ad aromi e spezie per renderlo ulteriormente curativo e, cosa ancor piú interessante l'uso di questo burro e delle sue numerose versioni é conosciuto in tutto il mondo e legato a tradizioni antiche e popolari. 

Direi che tutto ciò é sufficiente per indagare e cercare di capire perché é considerato cosí prezioso. 

Inoltre può essere utile anche a noi? Come possiamo prepararlo? Come usarlo?


Ecco cosa dice il chimico Dario Bressanini in un articolo de La Stampa: 

il mio burro chiarificato
Cosa accade a livello chimico?Il burro chiarificato diviene totalmente differente dal burro di uso comune. Ecco perché è così importante per la salute e la cucina. In due parole, si tratta di un grasso puro, per cui a differenza del burro normale sono state eliminate due componenti importanti: la caseina e l’acqua.
In termini di conservazione ci sono molte differenze: il prodotto tradizionale non si può conservare a lungo, mentre quello chiarificato con metodi antichi sì.
Il motivo è semplice: il burro contiene acqua; anzi, minuscole goccioline d’acqua che per ovvi motivi sono a rischio di attacchi batterici.
Ma come è possibile trasformare un panetto solido di burro da conservare necessariamente al fresco, in un prodotto morbidissimo che si conserva anche a temperatura ambiente?
«Il burro è un’emulsione di acqua (circa il 15%) in grasso (circa l’82%) – spiega l’ormai famoso chimico Dario Bressanini – Quando scaldiamo il burro a 100°C, l’acqua contenuta comincia a bollire e osserviamo la caratteristica “schiuma”. Quando l’acqua è evaporata completamente, la temperatura può ricominciare a salire, tuttavia tra i 120°C e i 140°C la caseina ancora presente comincia a brunirsi, e non è possibile raggiungere temperature superiori senza far annerire e bruciare tutto».





Vediamo anche cosa ne pensa e come insegna a farlo una nutrizionista abbastanza famosa Simona Vignali:

Ero un po' scettica ma dopo aver esaminato tutto questo il Ghee mi piace molto, come pure l'idea di potermelo fare da me!



Chiudiamo con una poesia?
Certamente..perché come già sapete saranno la bellezza e la poesia a salvarci!