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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

martedì 24 luglio 2012

Marmellata di pere, sedano e zenzero

Ecco a grande richiesta una marmellata che piace moltissimo con i formaggi, frutto dei miei esperimenti, se non amate il sapore un po' caramellato dello zucchero di canna usate quello bianco. Se la volete più dolce aumentate la proporzione dello zucchero.
Alcune varietà di pere contengono più acqua: aumentate il tempo di cottura, fate la prova del piattino come spiego nel post "consigli generici per le marmellate".
Ho usato il sedano bianco, aromatico ma delicato, ma potete usare anche l'altro.
Usate piccoli vasetti così una volta aperta la consumerete tutta in breve tempo.
La ricetta è eseguibile anche con il Bimby.

Ingredienti:
280 g di sedano bianco
850 g di pere già mondate
10 g zenzero fresco
570 g zucchero di canna

Lavate le pere e sbucciatele, abbiate cura di togliere la parte legnosa e dura sotto il picciolo quando la taglierete a metà, insieme a semi e loro involucro.
Tagliatele a pezzetti, ponetele in una terrina con lo zucchero a cui aggiungerete lo zenzero sbucciato e tagliato a fettine.
Pulite il sedano e tritatelo ma non troppo finemente, aggiungetelo al resto e lasciate macerare 1 o 2 ore.
Cuocete il tutto per circa un'ora e invasate bollente.
Girate i vasetti per 5 minuti a tappo in giù e poi rivoltateli nuovamente.


Mentre attendete il "plop" che v'indicherà il sottovuoto, leggete una poesia e poi dedicatevi alle etichette, mentre ascoltate un brano musicale.
Poesia e musica accarezzano l'anima, provare per credere..








Vi suggerisco questa poesia di Emily Dickinson (1813 - 1886) una delle mie preferite:


Non sappiamo di andare quando andiamo.
Noi scherziamo nel chiudere la porta.
Dietro, il destino mette il catenaccio,
e non entriamo più.

(1523)

Una curiosità: 

le  poesie della magica Emily sono tutte senza titolo dal momento che il suo curatore Thomas H. Johnson nel 1955 le catalogò e numerò con una cifra, questa è appunto la 1523.
In una lettera scritta a Thomas Higginson in accompagnamento a qualche lirica scrisse questa commovente domanda: " E' troppo occupato per dirmi se i miei versi respirano?"
La risposta fu tristemente tiepida, una donna che scriveva poesie e pretendeva di essere presa sul serio? 
Scrisse : "fortunatamente impubblicabili" .