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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

mercoledì 18 luglio 2012

Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?



Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome.



Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talmente da esser dichiarato frazione, ma antico com'è antica la storia che lo descrive.

Luogo di funeste guerre, di scorribande di barbari, di devastazioni, miseria e morte, ed anche ai tempi del feudalesimo continuò ad essere servo di signorotti o duchi, che ne sfruttarono le terre e i contadini che vi abitavano.

Nel 1100 circa, quando i Comuni si formarono, quel piccolo borgo di proprietà di una nobile famiglia, ricca e antichissima, detta Assonica divenne un Comune e portò il loro nome.


I nobili Assonica avevano proprietà terriere ovunque, in Bergamo e provincia, ma il piccolo borgo era il luogo privilegiato delle vacanze dove avevano la residenza estiva, in campagna, ai piedi del monte Canto Alto.



Passarono ancora gli anni e la provincia si dibatteva in lotte intestine tra guelfi e ghibellini, il Comune di cui parliamo venne distrutto dai guelfi il 4 agosto 1363.



Più avanti perse per sicurezza la sua natura di Comune e divenne frazione, appoggiandosi alla vicina Sorisole, quando Venezia col potere della sua Repubblica assoggettò tutta la bergamasca e ne abolì le diatribe.


Alla fine del seicento la famiglia Assonica scomparve per mancanza di eredi e i beni furono acquistati da un certo Andreolo Fiardi, originario della Spagna, che essendo appassionato coltivatore di bachi da seta, venne soprannominato (Bacuucis in latino)  Bacuccio, Bacchio, gentilizzato poi in Bacuzzi, cognome che gli rimase e che ricorre frequentemente in Azzonica e Sorisole. 

copia dello stemma originale, con contorno in gesso, riportato nel giornalino del paese  anni fa




Si narra che i Fiardi fossero anche chiamati i "cavalieri della stella".

La famiglia Bacuzzi ebbe tra i suoi componenti molti religiosi, poeti, un sindaco.


Nella casa del 1700 in cui vissero i miei avi dove la mia bisnonna Caterina Milesi e il mio bisnonno Andrea Bacuzzi ebbero 22 figli, c'era all'ingresso principale lo stemma di famiglia. 

Esso raffigurava un grande gelso e su una delle sue foglie un baco da seta.

 Dietro i colori: verde, azzurro e rosso. In alto la stella di Davide.

Lo stemma originale era contornato da rilievi in gesso,  non portava certo la scritta con il cognome Bacuzzi come quello con cui è stato sostituito ora .





In quella casa nacquero e vissero i miei nonni, mio padre ed i miei zii.


stemma attuale dipinto sul muro

casa Bacuzzi di Azzonica











stemma riprodotto da una pittrice del luogo

Mi chiamo Patrizia e mi piace pensare che i miei avi insieme alla ricchezza portarono anche un

mestiere nuovo e pieno di fascino, cultura e lavoro per molte persone.
Il baco che produceva seta preziosa, piena di riflessi colorati, soavi. Un lavoro delicato e difficile, rischioso e affascinante.

Poter dar voce ad emozioni e sogni, all'intimo segreto, in modo delicato e dolce, è un lavoro che considero prezioso, come quello del piccolo baco che intesse fili di seta. 

Ognuno di noi lo sa fare in tanti modi diversi, ne sono certa.
Eccomi, sono qui per questo, con dolcezza e rispetto per voi, per quello che propongo.



La cucina è un luogo magico, io sono figlia di un cuoco, da cui ho imparato tante cose,



soprattutto la capacità di sperimentare sempre e di guardare gli ingredienti con

occhi attenti e ammirati!

Ho respirato aria di cucina, ingredienti, gesti,  fin da bambina quando entravo

"nelle cucine" di mio padre ( che non si accontentava mai e per questo abbiamo 

viaggiato e sperimentato nuovi posti per tutta la mia infanzia) piena di curiosità

 ed un poco timorosa di disturbarlo mentre lavorava.

Ho imparato ( spesso a mie spese) com' è "un cuoco preso dal servizio" 

come si vive il momento cruciale in cui si effettua l' impiattamento! 

Quanta energia, quanta voglia di riuscire, quanta passione! E quanto timore da 

parte mia nel vedere tutti così tesi!


Ma ho tanti ricordi felici del cucinare con mio padre: preparare teglie enormi di

lasagne, saper tagliare le patate da friggere , ed ero solo una bambina!

Ho proseguito l'addestramento in cucina con una zia che abitava in Francia, la 

quale ha messo le basi di molti dei miei piatti.  Ho cucinato al suo fianco mentre

 elargiva generosi consigli e tattiche.

 Era italiana, migrante friulana, che ha raccolto le ricette più sfiziose e nutrienti

di altre amiche appassionate come lei, italiane provenienti da diverse regioni 

italiane, francesi di varie regioni della Francia.

Mia zia Cesira (Cécile) era sposata con un modenese..e questo ha fatto di lei la cuoca incredibile che era!

Cucinate quindi con i vostri figli e nipoti, genitori, zii o nonni che siate, 

sappiate che è un modo meraviglioso di stare insieme e d'imparare

reciprocamente.




Questo blog non ha l'intenzione di portarvi verso la perfezione di piatti stellati.


Sono qui semplicemente per condividere con voi ciò che di buono ho trovato, sperimentato, assaggiato. 
Senza la pretesa di essere un grande Chef ( perché al maschile? una grande Cheffa?) ma con la voglia di alleggerirvi la giornata, di darvi preziosi suggerimenti, di aiutarvi a guardare oltre gli ingredienti con un'attenzione speciale a ciò che sono realmente. 
Con l'intenzione di portarvi in un mondo colorato, fatto di profumi e odori..stellati!

Il Blog di Bacodaseta sarà sempre o quasi una ricetta abbinata ad un brano musicale, così che quando cucinate possiate ascoltare musica che si armonizza a ciò che state facendo. Vi sembra strano? Provare per credere! Ci saranno anche articoli di attualità che vorrò condividere, ingredienti specifici ed alimenti su cui vorrò approfondire, recensioni di libri e anche altro.

Foto dello stemma originale precedente a quello attuale ( e molto più bello)
Il Blog inoltre proporrà sempre una poesia alla fine di ogni ricetta, alcune, solo alcune saranno mie. La poesia può riempire di gioia la vostra cucina ma soprattutto la vostra vita.
 Il poeta quando scrive non è esattamente sé stesso e basta, ma entra in contatto con il proprio io profondo ( senza esserne cosciente, o meglio ne sarà cosciente solo dopo aver scritto, quando rileggerà) con la propria saggezza, che non conosce.
Leggere una poesia vi assicuro non è mai una perdita di tempo.

E' sempre una risorsa.

Una scoperta.

Una rinascita.

Spero con questo Blog di farvi arrivare tutto questo. 

Grazie se mi seguirete in questo percorso.

Se volete lasciate dei commenti, mi farà molto felice.


CIAO!!