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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

giovedì 28 settembre 2017

Detersivo per lavastoviglie fatto da te in casa

Ho sempre desiderato poter inquinare il meno possibile, un mondo più pulito e più sano dovrebbe essere l'obiettivo di tutti noi abitanti del pianeta azzurro.
Per favore, non mi si venga a dire che non serve a niente impegnarmi su questo fronte anche con piccoli gesti quotidiani, prima di tutto perché il solo fatto di pensarci e fare una cosa ogni giorno anche piccola mi fa stare e sentire meglio.

(Ringrazio chi ha pubblicato questa foto in whatsapp e la sua citazione, la trovo bellissima. Grazie a chi l'ha creata.)



Anche se fosse solo una piccola goccia nell'oceano dell'indifferenza generale, è importante per me sapere di guardare in una direzione che non sia sempre e solo dettata dall'egoismo e dalla comodità, perché sono convinta che non porti bene fare così, invece comportarsi con "civismo" e buona educazione non fa che diffondere esempi positivi, sorrisi ed energia buona.

I bla bla bla sulle grandi industrie e il loro malsano comportamento ( di cui mi pare di sentire il brusio fastidioso anche ora) non sono purtroppo qualcosa che io possa cambiare adesso, ma sono convinta che la buona educazione parta sempre dal basso, dalle piccole cose, dagli uomini di buona volontà.

Indipendentemente da quale sia il vostro pensiero, dall'eredità che volete lasciare ai vostri figli in termini educativi e di sentimenti buoni, non sono qui per farvi la paternale ma per condividere con voi un semplice metodo per spendere meno!

Infatti il detersivo da mettere in lavastoviglie che costa poco ed è buono eccolo qui.

Un po' di musica come di consueto con un mostro della musica internazionale:







Il detersivo ottenuto sarà simile ad una crema che imbottiglierete, il profumo del limone sarà potente ogni volta che aprirete la lavastoviglie. Nulla v'impedisce di usarlo anche per i lavaggi a mano.
Il brillantante può essere sostituito tranquillamente con aceto bianco, funge da anticalcare e disinfetta rendendo le stoviglie brillanti, inoltre costa molto meno.

Per evitare cattivi odori non serve mettere dei deodoranti nocivi e spesso tossici per noi e l'ambiente dentro l'elettrodomestico. Invece di gettare i limoni spremuti  metteteli nello scomparto alto ( o sulle alette laterali, se ci sono, dove si appoggiano coltelli o gli steli dei bicchieri) e vedrete che la lavastoviglie profumerà sempre, anche loro esercitano un bel potere anti calcare con gli olii essenziali contenuti nella buccia. Fate attenzione ad usare limoni ben lavati, bio o con bucce non trattate, per evitare di mettere in circolo e sulle stoviglie trattamenti usati dalle agricolture che potrebbero nuocere.



Ingredienti per circa una bottiglia di prodotto:

3 limoni grandi
400 ml di acqua
200 gr di sale fino
100 gr di aceto bianco
una pentola alta
frullatore 
mixer
mixer a immersione 
Bimby


Tagliare a pezzetti i limoni, frullarli con l'acqua nel frullatore, col mixer ad immersione in tal caso dentro una pentola (  oppure se possedete un Bimby farete tutto in una volta sola).

Aggiungere tutti gli altri ingredienti uno alla volta mescolando.

Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione per 10 minuti.
Oppure avviare il Bimby a Varoma 13 minuti  e poi abbassare a 90 per 10 minuti. Attenzione per la temperatura molto elevata!

Lasciar raffreddare completamente. Frullare bene. 
Col Bimby portate da velocità 8 a 10 lentamente, per circa un minuto.


Normalmente si usano due cucchiai di detersivo ad ogni lavaggio, sperimentate voi la dose giusta per la vostra lavastoviglie.






Ed ora una piccola poetica visione del mare ( che in questi giorni mi manca molto, ma non il mare estivo, quello invernale, rabbioso, a cui gridare i miei dispiaceri):

Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.
(Rainer Maria Rilke)




Pacchetti croccanti di pasta fillo, quinoa e zucchine


L'autunno è cominciato ma possiamo trovare ancora qualche zucchina di fine stagione, perché l'orto ne sta producendo ancora. Approfittiamone visto che ormai siamo agli sgoccioli!
Ecco un modo gustoso e sano per utilizzare la pasta fillo e la quinoa, per chi non avesse l'abitudine di cucinarle. 
La quinoa è " non cereale " visto che appartiene alla stessa famiglia degli spinaci.
Alimento prezioso e ricco di proteine di valore biologico piuttosto alto, addirittura paragonabile a quello dei prodotti lattiero caseari.
La quinoa si abbina facilmente a qualsiasi piatto per la proprietà di "prendere" sapore da quello che le metterete accanto, visto il suo gusto quasi neutro.

Assolutamente priva di glutine, potete usarla tranquillamente per preparazioni assunte da un invitato "celiaco".
Fonte di fosforo, potassio, manganese, ha un alto contenuto di aminoacidi, in particolare lisina, metionina, cisteina,tirosina e fenilalanina, presenti in quantità di gran lunga superiori che in altri cereali come riso e frumento. 
E' stata presa in considerazione nelle diete per prevenire l'arteriosclerosi e l'ipercolesterolemia grazie alla massiva presenza di acidi grassi polinsaturi (due terzi della porzione grassa della quinoa) e all'alto contenuto di acido linoleico, il 40 % circa dei suoi acidi grassi. Da questo punto di vista le sue prestazioni sono paragonabili a quelle dell'olio di semi di lino.
Non ultimo, ha un alto contenuto di sali minerali, vitamine, calcio ( ricchissima), fosforo, manganese, zinco, ferro, le vitamine del gruppo B e la vitamina C.
Nel nostro corpo tutto questo che effetto ha?
Le sue componenti favoriscono la produzione di anticorpi, ormoni ( come quello della crescita) ed enzimi, aiuta a fissare il calcio nelle ossa. E' anche precursore di una vitamina
chiamata niacina, vitamina B3 o PP.              ( cit. I magnifici 20 di Marco Bianchi)
Tutto questo fa della quinoa un superalimento. 



Ingredienti: 
1 confezione di pasta fillo
3 zucchine tagliate a julienne
1/2 confezione di quinoa da 250 grammi
2 uova 
3 cucchiai di parmigiano 
olio e.v.o. q.b.
Sale q.b.
Carta forno x la placca del forno (2)
un pennello da cucina








Passiamo alla preparazione: cuocere la quinoa come riportato sulla confezione in acqua bollente salata. Scolatela.
Tagliate le zucchine e mettetele a scolare in un cola pasta con un poco di sale mentre la quinoa si raffredda. 


Quando sarà tiepida mettete tutto in una ciotola dove amalgamerete le uova, il parmigiano e la quinoa( non deve scottare per non cuocere le uova).






Prendete 4 fogli di pasta fillo e mettete al centro due cucchiai di composto.
Con un pennello che terrete bagnato con acqua e un goccio d'olio bagnate leggermente la pasta e poi impacchettate, seguendo sempre la stessa procedura: bagnate ogni pacchetto leggermente e poi richiudetevi sopra il foglio.











Disponete i pacchetti sulla placca del forno e mettete a cuocere a 190 gradi finchè la pasta fillo non sarà bella dorata e croccante.









Buon appetito !!!


..e ricordate che la bellezza ci salverà!

Spesso alzo la testa e guardo mio fratello, l’Oceano, con amicizia: esso raggiunge l’infinito, ma so che anche lui cozza dappertutto contro i propri limiti; ed ecco il perché, senza dubbio, di questo tumulto, di questo fracasso.
(Romain Gary)



lunedì 25 settembre 2017

Zuppa di verza e porri

È iniziato l'autunno e la terra torna a proporci le sue specialità di stagione.
Gli ultimi pomodori ormai faticano a maturare, le piante di zucchine producono sempre meno, ma si apre la strada a nuovi vegetali: zucche, bietole, verze, cavoli vari..

Ecco un brano da ascoltare subito.












Ma voi la verza come la cucinate?

Questa ricetta s'ispira alla famosa " zuppa valdostana" che ho visto preparare in un bellissimo programma che si chiama "unti e bisunti" : ah!Quanto mi piacciono i programmi dove si dà risalto alla qualità dei cibi e al valore delle tradizioni!!

S'ispira ma non è uguale, naturalmente!
Anche se non disdegnerei di gustarla sul posto di produzione, magari in una malga dove so che il burro e latte prodotto è privo di ormoni, rispetta i tempi di gravidanza e vita della mucca, che essa viene trattata con il rispetto che merita, cosa indispensabile per avere un alimento sano e pieno di gioia.

Il vero segreto degli alimenti vitali e nutrienti è proprio questo!

Tempo di preparazione:
Pulizia e taglio delle verdure e altri ingredienti circa 15minuti. 
Userete il forno per circa un'oretta, tra acceso e spento.
Serve una teglia col bordo alto che vada in forno. Una pentola media per il brodo. Il forno. Un coperchio per la teglia oppure della carta stagnola.
Se volete prepararvi il burro chiarificato ovviamente serve più tempo. Potreste comprare il ghee già fatto o il burro chiarificato, carissimi, oppure questa volta usare il burro normale. Ma poi fatelo miraccomando!😜 

Ingredienti :

1 verza media
140 gr di formaggio branzi 
5 cucchiai da te di burro chiarificato 
3 porri 
1/2 pagnotta di pane integrale raffermo

Per il brodo:
la parte bianca e dura della verza
1 porro
3 carote
1 cucchiaio di sale marino grosso integrale
acqua q.b.




Preparate il brodo vegetale con gli ingredienti richiesti. Lasciate pure intere le carote e a pezzi il porro. Lasciate sobbollire lentamente mentre lavate e tagliate le altre verdure. 

Mettete la verze e i porri puliti e tagliati a in una capiente teglia, mettela nel forno a 170 gradi per 10 minuti, poi spegnete. Senza olio e senz'acqua mi raccomando.


Lasciatela in forno spento altri 5 minuti, il risultato sarà che le verdure si saranno ammorbidite ma non avranno preso ancora colore. 





A questo punto aggiungete il pane tagliato a pezzi, il formaggio, il burro chiarificato e coprite tutto con il brodo. Se necessario salate con del sale marino grosso qui e là. 
Rimettete tutto in forno a 180 gradi.
Dopo 15 minuti circa coprite la teglia con della carta stagnola (o se l'avete con un coperchio) , abbassate a 150 gradi lasciando cuocere per altri 15 minuti.

Ora dovete spegnere e lasciare in forno 15 minuti. Controllare la cottura: è ben cotta la verza?


Se sì riaccedete solo grill fino a doratura.
Il profumo, credetemi, è fantastico!❤️


  • Ed ora concludiamo con una poesia.

  • I gesti del nuoto sono i più simili al volo. Il mare dà alle braccia quella che l’aria offre alle ali; il nuotatore galleggia sugli abissi del fondo. (Erri De Luca)

Castagnaccio della nonna

Il profumo del castagnaccio può risollevarvi il morale dopo una giornata piovosa d'autunno!




Che cosa suggerisce a voi la pioggia?
Vi mette tristezza, malinconia?
Io adoro quei momenti malinconici di riflessione, ricordo, che sono spesso fonte di nuova energia.
Paragonerei allora una giornata piovosa a questo bellissimo brano di Damien Rice..








Ditemi se anche a voi fa lo stesso effetto.


In realtà dovrei chiamarlo Marronaccio giacchè l'ho cotto con la farina di marroni.
Ma usate quella che preferite purchè di buona qualità.
Per la frutta secca se potete usate quella bio.



Ingredienti:
3 tazze di farina di castagne o di marroni
1 tazza di farina integrale
1 cucchiaino di lievito per dolci meglio se di cremor tartaro
1 pizzico di sale
5 albicocche disidratate bio ( sono marroni e non arancioni, perchè non vengono trattate con zolfo che vi fa male)
1 manciata di scorzette d'arancio bio
1 giro d'olio d'oliva versato a filo
Acqua q. B.

Con una frusta battete le due farine aggiungendo acqua a poco a poco ( potete usare il mixer o il frullatore a immersione se preferite) fino ad ottenere un composto morbido e vellutato. 
Fatelo scendere dentro una tortiera unta d'olio o nello stampo da forno di silicone.



Ora tagliate a pezzetti le albicocche e fatele cadere qui e là dove capita, ma distanziate. Ora la manciata di scorzette verrà a decorare il tutto. Se la frutta sprofonda è un bene: non brucerà. In caso contrario aiutatela con un cucchiaino. Fate scendere a filo un giro d'olio e mettete in forno a 180 gradi fin quando non si formeranno sulla superficie delle piccole crepe. A quel punto con uno stuzzicadenti provate per vedere se risulta pulito, in tal caso sarà cotto a puntino.


Concludiamo con una frase poetica, perchè sarà la bellezza a salvarci!

Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice. (Jean-Claude Izzo)


venerdì 1 settembre 2017

Alchechengi

Tanto difficile da pronunciare quanto facile da coltivare la pianta dell'Alkekengi o alchechengi o alchechengio (Physalis alkekengi L.) è una pianta perenne che produce bacche commestibili. 
Appartiene come il pomodoro e la patata alla famiglia delle solanacee.
Originaria dell’Europa e dell’Asia. Il nome che gli è stato attribuito deriva dalla parola araba latinizzata “al-kakang” che vuole dire proprio lanterna cinese.






Non tutti conoscono la particolaritá gustosa delle sue bacche. 
Se non le avete ancora provate, assaggiatele il prima possibile, sono così buone che non potrete far a meno di coltivare l’alchechengi nell'orto, in vaso, o in grandi vasconi come ho provato a fare io. Assaggiatele candite, immerse nel cioccolato o utilizzatele per preparare squisite marmellate

Le bellissime lanterne arancioni che potete vedere nelle foto che ho scattato sono molto decorative e al tatto assomigliano alla carta. Seccano molto facilmente mantenendo un colore caldo che darà una nota molto allegra alle vostre composizioni floreali. Questo calice arancio è un vero e proprio spettacolo della natura: al termine della fioritura i sepali crescono fino a chiudersi attorno alla bacca. Mano a mano che il frutto matura, la lanterna si degrada finché diventa un grazioso ed elegante reticolo di nervature che lascia intravedere il frutto colorato al suo interno. 
Se la coglierete quando è ancora arancione troverete al suo interno una bacca, il frutto, per estrarla non è necessario rompere il fiore, basta aver cura di aprirlo delicatamente ed estrarla ruotandola un poco. La raccolta è indicativamente da metà agosto/inizio settembre fino a fine autunno.
Attenzione: consumate solo le bacche, ogni altra parte della pianta non è commestibile.
Inoltre non tutte le specie di alchechengi producono frutti commestibili. Per poter gustare le bacche dovrete coltivare:

  • l’alchechengi comune (Physalis alkekengi) dalle caratteristiche lanterne arancioni
  • l’alchechengi annuale (Physalis pubescens), una specie dal portamento prostrato (non supera i 25 cm di altezza)
  • l’alchechengi giallo-dolce (Physalis peruviana), la specie più utilizzata a scopo alimentare


Se volete provare a coltivarle senza impazzire a cercarle nei vivai, potete semplicemente comprare i frutti dell'alchechengi e interrarne qualcuno in terra fertile a fine inverno  bagnandola quando vedete che la terra è asciutta. In poco tempo col caldo sole primaverile vedrete crescere la piantina. Non teme particolarmente il freddo comunque, potete tranquillamente lasciare il vaso all'esterno in inverno.




Vediamo ora alcune delle sue proprietà :  è un alleato di

fegato intestino, stomaco, vie urinarie e reni. 
Rinforza il sistema immunitario-

100 g di alchechengi contengono 66,25 kcal, e:
  • Acqua 106,75 g
  • Carboidrati 14 g
  • Grassi    0,875 g
  • Proteine 2,375 g
Molto utilizzato nella medicina Unani, specie polverizzato, l'alchechengi è un'ottima fonte di vitamina C (all'incirca il doppio di quella rinvenibile nel limone) e di altre sostanze antimicrobiche, antibatteriche e antinfiammatorie, specie la physalina e l'etilcaffeato.
 Come sappiamo, inoltre, questa vitamina è in grado di aiutare il corpo in caso di raffreddore, influenza, ecc. favorendo una guarigione più rapida. E’ per questo che l’Alchechengi può essere considerato un po’ come un’aspirina naturale. É  inoltre emolliente leggermente lassativo e ricco in antiossidanti. 
Ricapitolando le proprietà dell’Alchechengi sono:
  • Diuretico
  • Depurativo
  • Favorisce l’eliminazione di acido urico
  • Aiuta il  sistema immunitario
  • Aiuta la guarigione in caso di raffreddore, influenza, cistite
  • Emolliente
  • Leggermente lassativo
  • Antiossidante

  • In base alle diverse proprietà di cui dispone, l’Alchechengi può essere un buon rimedio naturale in caso di ritenzione idrica ma può aiutare anche a tenere lontani problemi di calcoli, cistite, gotta e infezioni di tipo virale.
    Nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata si possono consumare Alchechengi per rafforzare il sistema immunitario e depurare il fegato.










Il saggio è alla continua ricerca della saggezza, lo sciocco invece crede di averla già trovata.
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domenica 27 agosto 2017

Conservare i pomodori estivi











Per quale motivo dovreste decidere di conservare i pomodori dell'estate?

1 forse avete un orto e sapete bene quale differenza c'è nel gustare un pomodoro maturato al caldo sole estivo, rispetto ad un pomodoro comprato in inverno proveniente da una serra
2 i pomodori estivi adesso sono in vendita ad un prezzo inferiore a quelli invernali e sono più buoni
3 i sughi e le passate di pomodoro confezionato non sempre vi soddisfano e sono comunque costosi
4 i sughi comprati a volte contengono conservanti e olii 
5 avete voglia di provare un prodotto confezionato da voi e con un gusto diverso dalla passata comprata

C'è un modo per conservare i bei pomodori estivi, succosi e pieni di sapore per gustarli poi in diverse occasioni in inverno?
Non stiamo parlando solo di sugo, passata e conserva classica da mettere su un piatto di pasta, ma di pomodori interi da gustare in diversi modi: su una bruschetta, come contorno per accompagnare carne, pesce, uova, formaggi..

Il pomodoro solare rende un piatto pieno di dolcezza e colore, se maturato sulla pianta contiene molte vitamine.

Potrei dirvi di prendere un sacchetto, riempirlo di pomodori ( piccoli in questo caso) e mettere il tutto in freezer. Si può fare, specialmente se avete poco tempo e molto spazio nel freezer.

Ci sono altri due metodi altrettanto efficaci e veloci per conservare i pomodori in vaso e vi assicuro che il risultato è ottimo, quando aprirete il vaso, l'aroma del pomodoro, il colore e il sapore vi conquisterà!

Ingredienti:
pomodori puliti preferibilmente piccoli, allungati (perini, San Marzano..), pomodorini di ogni tipo, ma anche pomodori più grandi che taglierete in quarti.
E null'altro! Salerete, olierete all'apertura secondo l'uso a cui serviranno.

E' necessario invece avere vasi di vetro della misura più comoda per voi e la vostra famiglia.
Un vaso di media misura per condire una pasta o accompagnare un secondo per 4 persone. Ma anche comuni vasetti da marmellata ( 300 o 400gr ) che possono contenere abbastanza pomodori per due bruschette o mantecare un risotto.
La cosa importantissima poi sono i tappi: cercate di riciclarli il meno possibile. Vale la pena di comprarli nuovi, con una spesa minima in ferramenta ( potete tranquillamente usare i vasetti che già avete in casa della marmellata senza dover comprare per forza i vasetti tutti uguali con i relativi tappi in vendita confezionati, anche se sono molto belli).
I vasi e relativi tappi vanno lavati in lavastoviglie col programma lungo alla massima temperatura, così da avere la certezza di usare tutto ben sterilizzato.

Ora passo ad insegnarvi due metodi diversi, il primo più lungo per chi non ama l'uso del microonde. Il secondo con il microonde.



1 primo metodo (Appert)


Introdurre nei vasi i pomodori ben schiacciati verso il basso, premere il più possibile ( senza romperli ovviamente) cercando di farne stare il più possibile. Chiudere bene il vasetto di vetro, metterlo con altri vasetti in una pentola capiente alta, mettere tra i vasi un canovaccio di cotone e coprire tutto con acqua (fin sopra i vasi di vetro).
Accendere il fuoco e da quando l'acqua bolle calcolare 25 minuti col fuoco al minimo, sempre bollendo ( il canovaccio evita che i vasi sbattano l'uno contro l'altro e si rompano durante il procedimento).
Dopo questo periodo, lasciare i vasetti nella pentola finché il tutto non si è raffreddato. Il raffreddamento comporterà il sottovuoto dei vasi che avranno alla fine il tappo completamente abbassato. 
Controllate che i tappi siano scesi nella parte centrale, è questa la garanzia di igiene e conservazione perfetta. I pomodori dentro il vaso saranno scottati ma non sfatti, saranno scesi un po' dal bordo e quindi resterà dello spazio, ma questo non comprometterà assolutamente la riuscita del sottovuoto purché il tappo rimanga abbassato al centro.
Nella sfortunata evenienza che qualche tappo non sia sceso ( forse il tappo in questo caso non corrisponde alle caratteristiche descritte sopra e sarebbe bene cambiarlo) rimettetelo in acqua e fate di nuovo bollire per 30 minuti. Certo in questo caso può essere che i pomodori si scuocino, ma saranno comunque buoni per una eventuale passata. Attendete che si raffreddino.


Solitamente lascio fuori diverse ore i vasetti per poterli controllare e verificare che ci sia il sottovuoto ( si sente il clack del tappo ) prima di riporli in cantina.




2 metodo microonde

In una terrina mettete i pomodori che intendete invasare, e metteteli nel microonde per 5 minuti circa, alla massima potenza, togliete e verificate che i pomodori abbiano un aspetto "scottato", non devono essere troppo cotti: devono restare integri ma morbidi. Se sono ancora duri, rimetteteli nel microonde finché non hanno le caratteristiche che vi ho descritto ( dipende dalla quantità dei pomodori e dal tipo).
Ora prendete i vasi e invasate i pomodori riempiendo i vasi il più possibile, fino all'orlo.
L'acqua rimasta sul fondo la userete solo nel caso che rimanga ancora spazio nei vasi.
Ora rimettete uno alla volta i vasi con i pomodori, alla potenza di 500 abbassando a 350 se bolle troppo, per qualche minuto. Se sono vasi piccoli bastano 2 minuti circa, poco di più se più grandi.
Devono diventare molto caldi, il pomodoro deve bollire, ma il procedimento non deve durare troppo o vi ritroverete con dei pomodori sfatti.
Toglieteli dal microonde, mettete il tappo e lasciate che il raffreddamento faccia il resto. 

Solitamente lascio fuori diverse ore i vasetti per poterli controllare e verificare che ci sia il sottovuoto ( si sente il clack del tappo ) prima di riporli in cantina.







Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano.
Ma se non ci fosse quella goccia, all'oceano mancherebbe.

Madre Teresa di Calcutta


giovedì 13 luglio 2017

La vedova Van Gogh




Se state pensando a quale libro mettere in valigia prima di partire per le vacanze, se volete un romanzo che sia anche storico, biografico e amate l'arte, questo libro fa per voi.
La descrizione che il libraio me ne ha fatto mi ha subito rapita: "è il mio" ho esclamato!
In pochi giorni l'ho divorato, tant'è che ora mi sono precipitata a comprarne subito un altro da mettere in valigia..


Compreso di note storico-informative in fondo e prefazione non arriva a 190 pagine, ma vi assicuro che non rimarrete delusi.
All'età di 14 anni lessi la biografia di Vincent e da allora ho sempre guardato i suoi quadri con stupore e ammirazione, la densità dei suoi colori, rivela la densità delle sue emozioni, il totale abbandono poetico del suo animo davanti alla natura. Mi sono innamorata di lui a 14 anni!
Vincent non poteva resistere, doveva dipingere, dipingere e dipingere subito, quel che vedeva, era anche l'unico modo per dare un senso a tutto. Far parte di ciò che vedeva. Smorzare la violenza dei suoi stati d'animo davanti a tanta bellezza. 

Il libro vi parlerà di questo, ma non solo di questo. Questo libro è il pezzo che mi mancava," il dopo" Vincent. Un Vincent visto con gli occhi di una donna.
Cosa succede immediatamente dopo la sua morte, chi si occupa delle sue opere, chi si interessa di ciò a cui lui si è dedicato? 
Sappiamo che a parte il fratello nessuno crede in lui, la gente addirittura pensa che i Van Gogh portino sventura, usano i quadri che lui ha regalato per tappare un buco del pollaio, per foderare l'armadio. 
Nessuno ama l'arte di Vincent.
Addirittura un gruppo di fanatici vuole che sia distrutta perché dicono che porti alla pazzia.

Per nostra fortuna Vincent lascia una raccolta di lettere scritte al fratello Theo, con cui ha un rapporto quasi simbiotico.
Ma non solo, ora verrà scritto anche un diario, sconosciuto ai più e tenuto non da Theo, nè da Vincent ma da Johanna Van Gogh Bonger, la moglie di Theo.

Johanna si trova a vivere indirettamente tutto ciò che riguarda Vincent attraverso il marito Theo, così profondamente legato al fratello.
La cosa interessante a questo punto è avere la sua visione privilegiata e nello stesso tempo tragica.
Theo e Vincent costituiscono un mondo a sé che viene distrutto dalla morte dell'artista.
Al di fuori da questo mondo c'è Johanna con un figlio.

Quale sarà il destino di questa donna una volta rimasta sola col suo bimbo ancora piccolissimo? Lascerà che le fragilità prima del cognato e poi del marito le distruggano il futuro?
Penserà solo a sé stessa e al figlio, avendone tutto il diritto, coltivando rancore per la sventura di aver conosciuto i Van Gogh? Oppure saprà coscienziosamente far fruttare le proprie qualità estetiche e letterarie mettendo in atto una ricerca personale?
Johanna ha davanti un cammino, una missione.
Un percorso che le viene indicato proprio da Vincent nelle sue lettere al marito.

La strada che la porterà alle soglie del 1900 farà emergere una donna forte di una "nuova autonomia", ma non per questo incapace di comprendere i più grandi misteri della vita e dell'amore.
In un'epoca in cui il timido avanzare del femminismo fa notizia, le opere di Van Gogh diventano per lei motivo di crescita e rivendicazione.


Camilo Sanchez    La vedova Van Gogh  ed. Marcos y Marcos



Pag.114

E' ormai diventato un vizio segreto, per Johanna Van Gogh Bonger, portare alla luce, nascosta in un'accozzaglia di segni, la scrittura abbagliante del cognato.
Tra richieste, reclami e quadrature di conti, Johanna recupera la descrizione di un quadro di Millet.

Un angolo di giardino 
coperto di arbusti
in cerchio
e sul fondo
un salice piangente
e ciocche
di alloro rosa

erba
appena tagliata
e un filo di fieno
che secca nel sole

un piccolo
angolo
di cielo verde
lassù in alto.


Così scrive Vincent Van Gogh, prima di annunciare la sua intenzione di mettersi a rileggere tutto Balzac.


domenica 9 luglio 2017

Clafoutis di zucchine cotto nel microonde

E' una domenica calda e afosa, alcune nuvole vorrebbero intervenire ma pare che il sole prepotentemente non glielo consenta.
Se ne stanno lì e gli passano davanti portando qualche ombra a tratti, che sente di sollievo a questa calura, ma non abbastanza per rinfrescarne l'aria.
Confido in un temporale serale..
Ho raccolto dall'orto le zucchine fresche per oggi, attanagliata da zanzare tigre, ma questa volta sono stata più veloce di loro a rientrare tra le mura domestiche, ben serrate al caldo.

Per il momento accendere il forno per preparare un clafoutis sembra la cosa più improbabile che mi venga in mente e che almeno nel pensiero mi fa rabbrividire!

Per fortuna esiste il microonde, con la possibilità di usare la funzione Grill Crisp e un apposito piatto che griglia sopra e sotto contemporaneamente. Il mio clafoutis si sta dorando e vado a proporvi la sua preparazione. Intanto una "fresca" Norah Jones non può che aiutarvi nel lasciar scorrere semplicemente questa bella giornata, vivendola.








Ingredienti per 4/5 persone:
1 cipolla di tropea bella grossa
500 gr di zucchine
4 uova
50 gr di parmigiano grattuggiato
50 gr di amido di mais ( maizena )
mezzo bicchiere di latte
qualche cucchiaino di olio evo 
mix di erbe aromatiche ( basilico, origano, timo, menta, prezzemolo)che metterete sole o nell'olio
sale q.b.

Innanzitutto vorrei dirvi che di solito preparo un mix di erbe aromatiche con il frullatore ad immersione ed olio evo. Potete farlo oppure no, ma ci vorrà veramente poco tempo e sforzo per farlo: basterà frullare gli aromi bel lavati ed asciugati, riposti sul fondo di un vaso di vetro alto ( quelli della marmellata) e ricoperti d'olio.
Una volta ottenuto un simil-pesto che terrete sempre a disposizione mentre cucinate ( se vostro marito non lo finisce sul pane ovviamente) potrete riporlo in frigo e usarlo al bisogno, insaporirà i vostri piatti rendendoli sfiziosi e prelibati.


Affettate la cipolla e mettetela su due strati di carta forno con un po' di olio evo per 6 minuti in microonde funzione combinata crisp grill.
Nel frattempo lavate e tagliate le zucchine a cubetti grossi, le metterete sopra le cipolle condite con un po' di olio aromatizzato ( se lo avete altrimenti solo olio evo)e fate appassire con la stessa funzione per 15 minuti.

Ora sulle zucchine mettete il parmigiano. Battete le uova 
(operazione fattibile con il frullatore a immersione per fare poca fatica visto il caldo) con un po' di sale, la maizena
e il latte.

Versate la pastella fluida e liscia sulle zucchine, ed infornate altri 15 minuti o fino a completa doratura. Sempre funzione Grill Crisp sempre sullo stesso apposito piatto da forno per microonde.







Lasciatela raffreddare tanto sarà buonissima anche così!












BUONA DOMENICA!