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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

giovedì 13 luglio 2017

La vedova Van Gogh




Se state pensando a quale libro mettere in valigia prima di partire per le vacanze, se volete un romanzo che sia anche storico, biografico e amate l'arte, questo libro fa per voi.
La descrizione che il libraio me ne ha fatto mi ha subito rapita: "è il mio" ho esclamato!
In pochi giorni l'ho divorato, tant'è che ora mi sono precipitata a comprarne subito un altro da mettere in valigia..


Compreso di note storico-informative in fondo e prefazione non arriva a 190 pagine, ma vi assicuro che non rimarrete delusi.
All'età di 14 anni lessi la biografia di Vincent e da allora ho sempre guardato i suoi quadri con stupore e ammirazione, la densità dei suoi colori, rivela la densità delle sue emozioni, il totale abbandono poetico del suo animo davanti alla natura. Mi sono innamorata di lui a 14 anni!
Vincent non poteva resistere, doveva dipingere, dipingere e dipingere subito, quel che vedeva, era anche l'unico modo per dare un senso a tutto. Far parte di ciò che vedeva. Smorzare la violenza dei suoi stati d'animo davanti a tanta bellezza. 

Il libro vi parlerà di questo, ma non solo di questo. Questo libro è il pezzo che mi mancava," il dopo" Vincent. Un Vincent visto con gli occhi di una donna.
Cosa succede immediatamente dopo la sua morte, chi si occupa delle sue opere, chi si interessa di ciò a cui lui si è dedicato? 
Sappiamo che a parte il fratello nessuno crede in lui, la gente addirittura pensa che i Van Gogh portino sventura, usano i quadri che lui ha regalato per tappare un buco del pollaio, per foderare l'armadio. 
Nessuno ama l'arte di Vincent.
Addirittura un gruppo di fanatici vuole che sia distrutta perché dicono che porti alla pazzia.

Per nostra fortuna Vincent lascia una raccolta di lettere scritte al fratello Theo, con cui ha un rapporto quasi simbiotico.
Ma non solo, ora verrà scritto anche un diario, sconosciuto ai più e tenuto non da Theo, nè da Vincent ma da Johanna Van Gogh Bonger, la moglie di Theo.

Johanna si trova a vivere indirettamente tutto ciò che riguarda Vincent attraverso il marito Theo, così profondamente legato al fratello.
La cosa interessante a questo punto è avere la sua visione privilegiata e nello stesso tempo tragica.
Theo e Vincent costituiscono un mondo a sé che viene distrutto dalla morte dell'artista.
Al di fuori da questo mondo c'è Johanna con un figlio.

Quale sarà il destino di questa donna una volta rimasta sola col suo bimbo ancora piccolissimo? Lascerà che le fragilità prima del cognato e poi del marito le distruggano il futuro?
Penserà solo a sé stessa e al figlio, avendone tutto il diritto, coltivando rancore per la sventura di aver conosciuto i Van Gogh? Oppure saprà coscienziosamente far fruttare le proprie qualità estetiche e letterarie mettendo in atto una ricerca personale?
Johanna ha davanti un cammino, una missione.
Un percorso che le viene indicato proprio da Vincent nelle sue lettere al marito.

La strada che la porterà alle soglie del 1900 farà emergere una donna forte di una "nuova autonomia", ma non per questo incapace di comprendere i più grandi misteri della vita e dell'amore.
In un'epoca in cui il timido avanzare del femminismo fa notizia, le opere di Van Gogh diventano per lei motivo di crescita e rivendicazione.


Camilo Sanchez    La vedova Van Gogh  ed. Marcos y Marcos



Pag.114

E' ormai diventato un vizio segreto, per Johanna Van Gogh Bonger, portare alla luce, nascosta in un'accozzaglia di segni, la scrittura abbagliante del cognato.
Tra richieste, reclami e quadrature di conti, Johanna recupera la descrizione di un quadro di Millet.

Un angolo di giardino 
coperto di arbusti
in cerchio
e sul fondo
un salice piangente
e ciocche
di alloro rosa

erba
appena tagliata
e un filo di fieno
che secca nel sole

un piccolo
angolo
di cielo verde
lassù in alto.


Così scrive Vincent Van Gogh, prima di annunciare la sua intenzione di mettersi a rileggere tutto Balzac.


domenica 9 luglio 2017

Clafoutis di zucchine cotto nel microonde

E' una domenica calda e afosa, alcune nuvole vorrebbero intervenire ma pare che il sole prepotentemente non glielo consenta.
Se ne stanno lì e gli passano davanti portando qualche ombra a tratti, che sente di sollievo a questa calura, ma non abbastanza per rinfrescarne l'aria.
Confido in un temporale serale..
Ho raccolto dall'orto le zucchine fresche per oggi, attanagliata da zanzare tigre, ma questa volta sono stata più veloce di loro a rientrare tra le mura domestiche, ben serrate al caldo.

Per il momento accendere il forno per preparare un clafoutis sembra la cosa più improbabile che mi venga in mente e che almeno nel pensiero mi fa rabbrividire!

Per fortuna esiste il microonde, con la possibilità di usare la funzione Grill Crisp e un apposito piatto che griglia sopra e sotto contemporaneamente. Il mio clafoutis si sta dorando e vado a proporvi la sua preparazione. Intanto una "fresca" Norah Jones non può che aiutarvi nel lasciar scorrere semplicemente questa bella giornata, vivendola.








Ingredienti per 4/5 persone:
1 cipolla di tropea bella grossa
500 gr di zucchine
4 uova
50 gr di parmigiano grattuggiato
50 gr di amido di mais ( maizena )
mezzo bicchiere di latte
qualche cucchiaino di olio evo 
mix di erbe aromatiche ( basilico, origano, timo, menta, prezzemolo)che metterete sole o nell'olio
sale q.b.

Innanzitutto vorrei dirvi che di solito preparo un mix di erbe aromatiche con il frullatore ad immersione ed olio evo. Potete farlo oppure no, ma ci vorrà veramente poco tempo e sforzo per farlo: basterà frullare gli aromi bel lavati ed asciugati, riposti sul fondo di un vaso di vetro alto ( quelli della marmellata) e ricoperti d'olio.
Una volta ottenuto un simil-pesto che terrete sempre a disposizione mentre cucinate ( se vostro marito non lo finisce sul pane ovviamente) potrete riporlo in frigo e usarlo al bisogno, insaporirà i vostri piatti rendendoli sfiziosi e prelibati.


Affettate la cipolla e mettetela su due strati di carta forno con un po' di olio evo per 6 minuti in microonde funzione combinata crisp grill.
Nel frattempo lavate e tagliate le zucchine a cubetti grossi, le metterete sopra le cipolle condite con un po' di olio aromatizzato ( se lo avete altrimenti solo olio evo)e fate appassire con la stessa funzione per 15 minuti.

Ora sulle zucchine mettete il parmigiano. Battete le uova 
(operazione fattibile con il frullatore a immersione per fare poca fatica visto il caldo) con un po' di sale, la maizena
e il latte.

Versate la pastella fluida e liscia sulle zucchine, ed infornate altri 15 minuti o fino a completa doratura. Sempre funzione Grill Crisp sempre sullo stesso apposito piatto da forno per microonde.






Lasciatela raffreddare tanto sarà buonissima anche così!










BUONA DOMENICA!

lunedì 3 luglio 2017

Torta di carote senza mandorle facile e morbida


Finalmente  l'estate è arrivata e possiamo invitare le amiche e gli amici dei nostri figli per giocare insieme, costruire belle relazioni che chissà.. ci auguriamo durino una vita, ma in ogni caso contribuiscono alla loro crescita personale!



Cosa offrire loro per una sana merenda?
Veloce e facilissima da preparare la torta di carote o camilla, che nulla ha a che vedere con l'anglosassone Carrot Cake o la svizzera  Rüeblitorte.

Questa è invece una semplicissima ricetta italiana, replicata da omonime e famose merendine monoporzione, leggermente umide e untuose, che si sciolgono in bocca e piacciono per la loro morbidezza.

Può capitare però che qualcuno sia allergico alle mandorle o più semplicemente come mia figlia ne odii il sapore.
Che fare? Non è sicuramente il caso di rinunciare a questa deliziosa torta, basta ovviare con altri ingredienti..


Avrete bisogno di un frullatore o mixer. Ci vorranno circa 15 minuti per la preparazione e 20/30 minuti di cottura.
Accendiamo il forno a 170/180 gradi e procediamo!

Ingredienti:
2 uova
300 gr. di carote sbucciate
150 gr. di zucchero di canna (se possibile usate il mascobado che è ottimo e nutriente)
1/2 cucchiaino di sale
300 gr. di farina integrale o semi integrale
50 gr. di semi di lino
50 gr. di anacardi
60 gr. di olio di arachidi
1 bustina di cremor tartaro o lievito per dolci
se necessario mezzo bicchiere di latte o bevanda a vostro piacimento ( riso, avena, soia, ecc.)


Vi propongo un brano dei Coldplay mentre preparate gli ingredienti ed iniziate il lavoro:




Sminuzzate finemente anacardi e semi di lino fino ad ottenerne una farina, poi aggiungete le carote a pezzi e frullate, ora aggiungete uova e zucchero e frullate ancora. Mettete la farina, il sale, frullate, se vedete che è troppo denso ( dovete ottenere una crema liscia e morbida) aggiungete il latte o l'alternativa. Frullate ancora e mettete la bustina di lievito e per ultimo l'olio. Amalgamate bene.
Versate il tutto in una tortiera e mettete in forno fino a doratura completa. Fate la prova con lo stecchino.

I più golosi la possono servire farcita di crema al cioccolato ( la cioccolatella per esempio?

https://bacodaseta2012.blogspot.com/b/post-preview?token=CtvyCl0BAAA.ObuTD0lDKYrxoDgSB0Yl4oEHKbqz3M9uHF6Qe8Omv0ZWJ8q4Sc9K_CWJHmldr0L7Yd35kQlX3eoc4d_JJdVL2w.R9qz-k3lNow8eggV9OeKWw&postId=2287905830647237679&type=POST )

Oppure di marmellata.?
Ma vi assicuro che anche così verrà spazzolata via in men che non si dica!

PS: la mia è un poco crepata perché l'ho tolta dallo stampo prima che si raffreddasse!









Una poesia per concludere, perché le poesie hanno la capacità di aiutare la nostra mente ad aprirsi e il nostro cuore ad ascoltare gli aneliti dell'anima.

Alla porta dell'est

Sullo spiazzo alla porta dell'est
la robbia cresce in riva al fiume.
La tua casa è proprio lì accanto;
ma tu ti tieni alla larga.

Vicino alla porta dell'est
case basse sotto i castagni.
Non penso forse a te?
Ma tu ti tieni alla larga.


Poesie cinesi d'amore e di nostalgia.




domenica 28 maggio 2017

cocottine personali della domenica

Se questo brano ve l'ho già messo proprio non lo so.. so soltanto che l'album "Parachutes" dei Coldplay rimane uno dei miei preferiti che mi ha fatto innamorare della loro musica dal primo istante in cui per caso l'ho ascoltata..
Eh sì, fu una cascata di emozioni: correva l'anno 2001 ed ero in un centro commerciale, passai davanti al reparto cd e vidi delle cuffie apposite su alcune colonne, per ascoltare i cd musicali appena usciti.

Non sapevo chi fossero e certamente non erano famosi come lo sono ora.

Ma quando è amore a prima vista, anzi a primo udito, che ci puoi fare? 
Il suono delle chitarre: trascinanti, intenso, chiusi gli occhi e sognai. 
C'eravamo solo io, e cavalli che correvano in una prateria. 
Non so il perché, non c'è un perché, è così e basta.


Un po' come quando la domenica guardi l'orologio e dici..ma devo proprio preparare da mangiare anche oggi?  
Ma come per magia ti viene in mente un piattino niente male, da preparare con amore e gioia, e sai già che sarà un successo e che piacerà a tutti..è così e basta!

Allora ascoltiamoci "loro" e nel frattempo vediamo se la ricetta poetica vi convince?









Necessitate di un pirottino o cocottina che vada in forno, a testa.


                                                              Poi avete bisogno di :
1 confezione di pasta sfoglia ( uso prevalentemente la sfoglia di G.Rana)
4 zucchine tagliate a cubetti piccoli
50 gr. di formaggio che fonda ( caciotta, asiago, ecc, secondo il vostro gusto purché non faccia acqua sciogliendosi)
1 uovo per ogni persona ( io in uno non l'ho messo perché a mia figlia non piace)
1 confezione fagioli cannellini o borlotti ben sciacquati
sale q.b.
1 cucchiaio di olio evo


Cominciate col saltare in padella o cuocere in modalità crisp (vedi cottura nel forno a microonde) nel microonde le zucchine, devono risultare doratine. Non salatele, lasciatele lì a raffreddarsi.
Intanto ricavate dalla sfoglia con un taglia pasta rotondo, più o meno della misura delle cocottine, dei dischetti, tanti quanti ne escono. E con le strisce avanzate fate delle piccole treccine.

Mettete in forno a 200 gradi e cuocete per pochi minuti sulla teglia ricoperta da carta forno finché non saranno dorate e gonfie, anche le treccine.

Con un frullatore ad immersione ora passerete i fagioli fino ad ottenere una crema densa, da salare un poco a vostro gusto.

I dischetti nel frattempo saranno pronti e li toglierete, anche le treccine.

Formiamo le cocottine che avrete oliato o imburrato:
mettiamo un disco di sfoglia, un cucchiaio di crema di fagioli, le zucchine a cubetti e il formaggio inserito in mezzo. Non ne serve molto di formaggio: due pezzetti per cocotte.
Sarà lui a dare la giusta sapidità senza salare le zucchine.

Rompiamo un uovo intero sopra e via subito nel forno che è ancora caldo, per qualche minuto fino a che non vedremo l'uovo cotto, ma non stracotto.

Togliete, chiudete ogni coccotte con il dischetto di pasta sfoglia. Le treccine le metterete in tavola.. sono belle e sfiziose.

A chi piace può sostituire il formaggio con mortadella, prosciutto, parmigiano..

E' una cocottina completa: assicurate le proteine, un po' di grassi ( pasta sfoglia, olio delle zucchine) e verdura.
 Meglio se accompagnata da una bella insalata fresca e altre verdure  di stagione.

Soddisfatti? Noi sì, il pranzo della domenica anche questa volta è andato a buon fine!!!







































E ora lasciamoci con la mia Emily..che sempre, sempre mi fa felice con i suoi versi.


Questo perché a volte, solo la poesia e la bellezza, ci può salvare.











































giovedì 18 maggio 2017

Ghee e burro chiarificato: cosa sono?

Mi piace molto ascoltare i brani di questo gruppo che ha un passato da corista. Usano nelle loro composizioni vari tipi di suoni, elettronici e non , in modo bizzarro la voce, unendo il tutto in una musica accattivante ed inconsueta.. beh che ne pensate?








Tempo fa frequentai un corso di cucina e lo chef ci insegnò a preparare il burro chiarificato. Spiegò che era un buon metodo per ottenere un burro piú salutare e che non correva rischi di "bruciare" usandolo per alcune preparazioni dove era fondamentale l'uso del burro. 
Col tempo mi dimenticai completamente di questi consigli essendo abituata ad usare per la maggiore olio extravergine di oliva e ritenendo in linea di massima il burro un grasso poco sano.
Ma ultimamente mi sono capitate sott'occhio alcune ricette contenenti il "ghee" che altri non é che la versione indiana del burro chiarificato. Considerato in India come una vera e propria medicina, se ne fanno gli usi piú svariati, dalla cura della pelle e dei capelli a quella nervosa e dell'equilibrio mentale. Viene mescolata ad aromi e spezie per renderlo ulteriormente curativo e, cosa ancor piú interessante l'uso di questo burro e delle sue numerose versioni é conosciuto in tutto il mondo e legato a tradizioni antiche e popolari. 

Direi che tutto ciò é sufficiente per indagare e cercare di capire perché é considerato cosí prezioso. 

Inoltre può essere utile anche a noi? Come possiamo prepararlo? Come usarlo?


Ecco cosa dice il chimico Dario Bressanini in un articolo de La Stampa: 

il mio burro chiarificato
Cosa accade a livello chimico?Il burro chiarificato diviene totalmente differente dal burro di uso comune. Ecco perché è così importante per la salute e la cucina. In due parole, si tratta di un grasso puro, per cui a differenza del burro normale sono state eliminate due componenti importanti: la caseina e l’acqua.
In termini di conservazione ci sono molte differenze: il prodotto tradizionale non si può conservare a lungo, mentre quello chiarificato con metodi antichi sì.
Il motivo è semplice: il burro contiene acqua; anzi, minuscole goccioline d’acqua che per ovvi motivi sono a rischio di attacchi batterici.
Ma come è possibile trasformare un panetto solido di burro da conservare necessariamente al fresco, in un prodotto morbidissimo che si conserva anche a temperatura ambiente?
«Il burro è un’emulsione di acqua (circa il 15%) in grasso (circa l’82%) – spiega l’ormai famoso chimico Dario Bressanini – Quando scaldiamo il burro a 100°C, l’acqua contenuta comincia a bollire e osserviamo la caratteristica “schiuma”. Quando l’acqua è evaporata completamente, la temperatura può ricominciare a salire, tuttavia tra i 120°C e i 140°C la caseina ancora presente comincia a brunirsi, e non è possibile raggiungere temperature superiori senza far annerire e bruciare tutto».





Vediamo anche cosa ne pensa e come insegna a farlo una nutrizionista abbastanza famosa Simona Vignali:

Ero un po' scettica ma dopo aver esaminato tutto questo il Ghee mi piace molto, come pure l'idea di potermelo fare da me!



Chiudiamo con una poesia?
Certamente..perché come già sapete saranno la bellezza e la poesia a salvarci!






Pacchetti di bietole (coste)

Mi sono trovata spesso a domandarmi come cucinare le bietole o coste per il loro gusto un po'..
scialbo? E allora perché non farne dei fagottini ripieni e dar loro un gusto più deciso? In questo modo statene sicuri piaceranno anche a chi non ama molto le verdure. Le ho riempite con del miglio che ha un gusto molto neutro e altre verdure.


















Partiamo subito con un brano dei Tame Impala che mi piace tantissimo per i continui cambi di ritmo:














Ingredienti per 6 pacchetti:
 una decina di coste ( solo la parte verde, vanno bene anche le bietole senza costa ma farete più fatica a farne fagottini anche se è possibile farlo con molta pazienza)
1 tazza di miglio decorticato cotto
3 pomodori tagliati a cubetti
2 zucchine tagliate a cubetti
parmigiano reggiano grattuggiato q.b.
Olio evo q.b.
sale q.b.

Cuocete a vapore le coste
Nel frattempo saltate le altre verdure in padella con un filo d'olio, quando sono ben rosolate ma anche al dente spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Salate.
Prendete la parte verde della bietola e stendetela sul piano di lavoro ben aperta, mettetevi sopra un cucchiaio di miglio, un cucchiaio delle verdure saltate, due cucchiai di parmigiano e chiudete il fagotto.












Una volta chiuso il primo procedete allo stesso modo per gli altri fino a consumare tutti gli ingredienti. Disponete sopra una teglia e carta forno, irrorate con un filo d'olio evo e cuocete per 10 minuti a 170 gradi. Le bietole non devono assolutamente annerire.








Per chiudere una poesia di Giacomo Leopardi, un autore spesso declassato a vittima del pessimismo che invece vi invito a considerare da tutt'altra angolazione leggendo per esempio il libro di Alessandro D'Avenia : L'arte di essere fragili.
Il libro è un'appassionata lettera a Giacomo per aprire la mente di chi vuol vedere solo negatività in questo autore che invece ha saputo guardare oltre la sua fisicità problematica, e in piena adolescenza ha saputo sognare regalandoci poesie meravigliose.
E' un libro da leggere in età adulta, ma che parla molto agli adolescenti.

Eccone uno stralcio:
“Caro Giacomo, in quest’epoca si parla tanto di adolescenti, ma si parla troppo poco con gli adolescenti. Parlare con gli adolescenti non è articolare un elenco di “devi” o “dovresti”. Non guadagna la fiducia dei ragazzi chi la cerca scimmiottando la loro adolescenza, ma chi partecipa alla loro vita, scegliendo volta per volta la giusta distanza. Solo chi vive il suo rapimento genera rapimenti e provoca destini: solo se io so che cosa ci sto a fare al mondo metto in crisi positiva un adolescente, che non vuole gli si spieghi la vita, ma che la vita si spieghi in lui, e vuole avere a fianco persone affidabili per la propria navigazione”. P. 34













Mousse di avocado e banana

Ed eccomi qui con uno sfiziosissimo dolcetto che potrete consumare: a merenda, come colazione e perfino proporlo quando avete ospiti: semplice, fresco e gradevolissimo in estate, ma anche in inverno potete semplicemente guarnirlo con ingredienti più ricchi come il cioccolato, le mandorle, le nocciole, i datteri, le castagne o quello che più vi piace!
Io l'ho servito nelle tazzine da caffè e abbinato a un altro dolcetto più "carico" di calorie, servito sempre nelle tazzine da caffè: vi assicuro che l'effetto è bellissimo!
secondo me non c'è bisogno di zucchero..non è solo buono è anche molto sano!


E allora partiamo subito con un bel brano pieno di ritmo!








Ingredienti per 6 tazzine da caffè:

1 banana
1 avocado ben maturo
1 tazza piena di fragole pulite 
1 tavoletta di cioccolato fondente
6 nocciole
mezzo limone spremuto
facoltativo : (decidete dopo aver assaggiato la mousse) zucchero q.b.


Frullare banana e avocado sbucciati insieme al succo di limone con un frullatore a immersione, fino ad ottenere una mousse liscia e omogenea.
Assaggiate, ora se volete potete aggiungere un po' di zucchero.
Tagliare le fragole. Disporre a cucchiaiate la mousse nelle tazzine riempiendole per tre quarti circa e immergervi le fragole. 



 Prendete una grattugia e senza amputarvi le dita ( potete farcela se ce l'ho fatta io) grattate qualche pezzo della tavoletta fondente e le nocciole.


Non avete che da passare alla decorazione semplicissima della mousse!
Se non la consumate subito mettetela in frigo.

Buon dolcetto! 






















Non so voi, ma io adoro Gianni Rodari e la sua semplicità, per me non sono solo poesie per bambini ma per tutti. 
E poi.. chi non sa tornar bambino si perde le cose più importanti della vita..non è forse vero?

Ricordiamoci sempre che la poesia e la bellezza ci salverà!











mercoledì 17 maggio 2017

Fagottini ripieni di verdure dello Sri Lanka

E' molto bello conoscere persone che provengono da altri Paesi, conoscere le loro usanze e condividere esperienze personali con serenità e rispetto.
Mi è capitato di accompagnare mio figlio in ospedale per un intervento al ginocchio, nella stessa stanza è stato ricoverato anche un ragazzo di 17 anni, accompagnato dalla mamma, per aver rotto un dito della mano cadendo. Il giovane è nato in Italia e frequenta un istituto superiore, eccellendo negli studi, sogna di fare l'ingegnere areospaziale.

Abbiamo fatto subito amicizia attratti dalla loro gentilezza e solarità.
Essendo originari dello Sri Lanka è stato naturale parlare di abitudini, nostalgia, adattamento e..ricette! 
Non dimenticherò mai l'attenzione e i sorrisi con i quali il ragazzo si rivolgeva alla mamma. La madre era di una tenerezza evidente, il ragazzo era molto ben educato e simpatico.


Ascoltiamo questa bellissima canzone della nostra Patty:



Ecco la ricettina ( con qualche modifica personale) subito messa in atto non appena ritornati a casa:

per i fagottini:
1 e mezza tazza di farina integrale
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale fino
1 tazza di acqua

olio evo per tenere morbidi i fagottini e per la padella

verdure che avete in casa e che vi aggradano secondo la stagione, io ho usato:

un ciuffo di coste bianche già cotte
1 cipolla
1 patata cotta
3 peperoncini verdi dolci
2 pomodori
2 zucchine

(potete sbizzarrirvi con la verdura che preferite)

per condire la verdura:
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di sale

 Preparazione:
impastate gli ingredienti per i fagottini e ottenete delle palline che metterete in una terrina e cospargerete ancora con un cucchiaio di olio affinché si ammorbidiscano. La pasta deve rimanere morbida ed elastica. Coprite la terrina con della pellicola, lasciate riposare e intanto procedete con la preparazione delle verdure.







Fate soffriggere la cipolla e poi aggiungete le altre verdure tagliate a pezzetti, cuocete al dente, mettete le verdure già cotte (patata e coste) salate, aggiungete le spezie, lasciate insaporire e raffreddare.















Ora stendete la pasta molto sottile con le mani, piegatela su se stessa ad ottenere un rettangolo.






Prendete un cucchiaio della verdura preparata e mettetelo su un lato della pasta stesa poi potete arrotolarlo oppure girarlo a mo di triangolo, l'importante è che venga chiuso bene.






 Come potete vedere alcuni fagottini sono un po' bruttini, ma è stato bellissimo farli insieme alla mia bambina e vanno benissimo così. Questo vi da l'idea della facilità di questa ricetta.


Non sono una perfezionista, la cucina dev'essere giocosa e rilassante, oltre che gustosa e nutriente e questa ricetta sposa tutte queste belle qualità, oltre a ricordarmi la bellezza di tante persone straniere che non conosco ma che sento di amare.



Cuocete i fagottini in padella antiaderente con poco olio, rigirandoli più volte fino a doratura completa. La pasta così sottile si cuoce subito.



Gustatevi questa magnifica semplicissima ricetta pensando, come me, che il buon cibo e la buona cucina avvicina i Popoli!

Vi metto in ogni caso la ricetta originale così se volete potete farla paro paro!
 



E ricordate, saranno la bellezza e la poesia a salvarci!


Ascoltiamo Arnoldo Foà leggere una poesia di Giacomo, il video è sofferto ma la voce nitida e..val la pena di ascoltare!